Bambi

"Bambi" lo avevo letto alle scuole elementari (difatti ho ancora l'edizione del 1993) ma lo sto rileggendo, similmente agli altri classici per l'infanzia che uno apprezza per davvero solamente rileggendoli da adulto e che lasciano un retrogusto di malinconia pensando alla propria infanzia e a come il tempo sgretoli ogni cosa. 

Il cartone di Bambi me lo ricordo poco, ma mi pare che la scena della morte della madre fosse stato uno shock per tantissimi bambini...


Trama: Una storia bellissima, ambientata in un bosco, dove gli animali sono i veri protagonisti. Tra di loro vive Bambi, un capriolo che per sopravvivere dovrà, fin da cucciolo, imparare a difendersi dalle insidie e dai pericoli, ma soprattutto da "Lui", un essere diverso e misterioso che tutti temono perché uccide senza pietà: l'uomo. Lungo il cammino Bambi sarà accompagnato da molti amici e dal Principe, un anziano e saggio capriolo che lo curerà quando sarà ferito e alla fine prima di lasciarlo gli svelerà il suo segreto.


Gli stralci più belli

"Venne al mondo nel più folto del bosco, in una di quelle camerette nascoste tra il verde che sembrano aperte da ogni parte, mentre da ogni parte sono riparate. Lo spazio era pochissimo, appena sufficiente per lui e per la madre. Si reggeva vacillando sulle esili gambe e guardava fisso davanti a sé con occhi velati che non vedevano niente, reclinava la testa, tremava, ancora tutto intontito."

"Tutto intorno crescevano noccioli, cornioli, prugnoli, e giovani sambuchi. Alti aceri, con faggi e querce, formavano un verde tetto sopra il macchione; il terreno bruno e duro era coperto di felci, piselli selvatici e salvie. Contro il suolo s'appiattivano foglie di violette che erano già fiorite, e di fragole che cominciavano allora a fiorire. Attraverso il folto fogliame irrompevano i raggi del sole mattutino formando come un tessuto dorato. Tutta la foresta echeggiava di voci diverse che la penetravano di una lieta eccitazione. Il rigògolo lanciava incessanti gridi di gioia, i piccioni tubavano senza tregua, i merli fischiavano, i fringuelli gorgheggiavano, le cinciallegre pigolavano. In mezzo a quel coro si levava lacerante lo strido rissoso delle ghiandaie, la risata ciarliera delle gazze, irrompeva metallico lo strido dei fagiani. A tratti su tutte quelle voci dominava il grido squillante e breve di un picchio. Richiami di falchi passavano acuti e penetranti sopra le cime degli alberi, e il rauco coro delle cornacchie durava continuo."

"Ora, nei primi giorni d'estate, gli alberi silenziosi sotto l'azzurro cielo, stendevano le braccia a ricevere il calore vivificante del sole. Sulle siepi, sui cespugli delle forre sbocciavano fiori, stelle bianche, rosse, gialle. Su più di un arbusto già cominciavano a riapparire le gemme, che coprivano le cime sottili dei rami: tenere, salde e risolute come piccoli pugni chiusi. Dal suolo sorgevano fiori variopinti, d'ogni sorta, sì che nella penombra della foresta esso risplendeva di una silenziosa e fervida letizia di colori. Dappertutto si sentiva un odore di fronde fresche, di fiori, di zolle umide, di legno verde. Dall'alba al tramonto tutto il bosco risuonava di mille voci, da mattina a sera nell'odorosa solitudine cantavano e ronzavano api, vespe, calabroni. In quei giorni Bambi visse la sua prima fanciullezza."

"Sotto il cielo senza nubi il mattino era pieno di rugiada e di freschezza. Tutte le foglie degli alberi e dei cespugli ad un tratto presero ad esalare un profumo più forte, la prateria effuse una fragranza che saliva in ampi cerchi sino alle cime degli alberi. Pip, dissero piano le cinciallegre svegliandosi, ma, siccome durava ancora il grigio crepuscolo, per qualche tempo non dissero più nulla. Regnò un silenzio profondo. Poi dall'alto echeggiò un rauco grido di cornacchia. (...) Allora da ogni parte, vicino e lontano, si levarono centinaia di piccoli richiami sommessi e isolati: pip! pip! tin!, nei quali si sentiva ancora il sonno e il crepuscolo. Ad un tratto un merlo volò sulla cima di un faggio, sul ramo più alto che si drizzava sottile nell'aria e, spaziando con lo sguardo lontano sopra gli alberi, vide il cielo livido e stanco della notte rosseggiare e rianimarsi ad oriente. Allora cominciò a cantare. (...) Fringuelli, pettirossi e cardellini fecero udire trilli e cinguettii. "

Versione 1948













Vedi anche: https://intervistemetal.blogspot.com/2020/09/zanna-bianca.html https://intervistemetal.blogspot.com/2020/09/il-regno-dei-gufi-romanzo-fantasy.html


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