La Blasfemia Black Metal? La sua origine è qui...

AVVISO CHE METTO PER CHI "è CRISTIANO/MORALISTA": QUESTO POST TRATTA DI SATANISMO LETTERARIO OTTOCENTESCO. SE L'ARGOMENTO TI URTA, ESCI PURE DAL BLOG SENZA PROSEGUIRE LA LETTURA, MA EVITA DI "VOLER CENSURARE" CIò CHE  - APPUNTO - NON CONOSCI, 
E DAI LA POSSIBILITà A TUTTI DI INFORMARSI SULLE COSE, ANCHE SU QUELLE CHE A TE SEMBRANO SGRADEVOLI E SBAGLIATE.
 
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Pubblico una vecchia recensione a questo libro



so che è molto cercato da tanti appassionati di esoterismo e/o Black Metal, proprio perché il Satanismo, come ideologia, nasce proprio in letteratura, sul finire del '700 (anche se già alcuni autori del Settecento come de Sade avevano già trattato la blasfemia, ma non dimentichiamoci che de Sade era Ateo). Anzi, addirittura c'è chi fa risalire già a Milton (che era un puritano, eh eh!) il "Satanismo Letterario", perché il Satana di Milton è una figura davvero affascinante (che penso anche riporterò in qualche prossimo scritto di approfondimento... probabilmente ci piazzerò dentro anche i primi COF, per cui...xD)




Comunque, nell'attesa che io finisca lo studio su Milton (devo soprattutto mettere in ordine tra i miei appunti e magari, se possibile, richiedere in biblioteca anche le poesie, che sembrano introvabili, dannazione! E pensare che Milton adorava l'Italia ed è stato ispirato proprio dal nostro paese per certe sue poesie...) vi lascio Huysmans, che per inciso a fine vita si convertì al cristianesimo.
Comunque, lui può anche aver rinnegato i suoi interessi, ma non poteva sapere che certe atmosfere che lui descrisse sarebbero poi diventate quello che è universalmente noto come "Black Metal" :D 



e intanto per avere uno rassegna delle più belle immagini Black Metal, clicca qui:  http://intervistemetal.blogspot.it/2017/06/black-metal-wallpaper.html

e intanto riascoltiamoci anche un classicone del genere (con uno dei titoli più suadenti e suggestivi che storia del Black ricordi): https://www.youtube.com/watch?v=uZmDL_PzvdY



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Charles-Marie-Georges Huysmans nasce a Parigi nel 1848. Il padre era olandese e in seguito lo scrittore adotterà il nome Joris-Karl sottolineando così la sua origine. La prima opera pubblicata, "Le drageoir aux épices" è una raccolta di poemetti in prosa largamente influenzata da Baudelaire. L'incontro con Zola orienta lo scrittore verso la scuola naturalista. Con la pubblicazione del suo capolavoro, "A rebours" (1884) siamo in pieno clima decadente.
Parallelamente, Huysmans si occupa anche di critica d'arte, contribuendo alla valorizzazione degli impressionisti.
Il rifiuto dell'estetica naturalista si accentua nel romanzo "Là bas",  del 1891, titolo suggestivo che equivale a "Laggiù".
Oltre a liquidare definitivamente l'influenza di Zola, "L'Abisso" occupa un punto cruciale, portando la tematica tardoromantica e decadente alle sue conseguenze più irrazionalistiche (il satanismo) e dall'altro annuncia la svolta mistica dell'autore, che a partire dal 1891 si riavvicina alla fede religiosa: queste esperienze sono riflesse nella trilogia cattolica: "En route", "La cathédrale", "L'oblat".

La vicenda narrata nell'"Abisso" corrisponde al percorso faticoso e confuso di un uomo disincantato e avido di assoluto, alla ricerca di una dimensione sovrannaturale che lo sottragga a un quotidiano invivibile. Per Durtal, il protagonista, questo percorso consisterà in una discesa agli inferi, in una caduta verso il basso, là-bas, nell'abisso del culto di Satana. Gradualmente, varie figure iniziano Durtal ai misteri del satanismo: il medico des Hermies, l'astrologo Gévingey e Hyacinthe Chantelouve, che dopo averlo coinvolto in un'effimera relazione lo farà assistere alla messa nera del canonico Docre, con il quale il fondo sembra toccato e l'esplorazione di Durtal può concludersi. Parallelamente, Gilles de Rais, eroe del libro nel libro, fornisce al protagonista un esempio di nefandezza demoniaca che non esclude la devozione religiosa e perfino un certo estetismo. Mistico e satanico, compagno di Giovanna d'Arco e orco pedofilo, questa figura complessa illustra bene la compresenza di bene e male, santità e crudeltà, la coincidenza degli opposti. Si tenga presente che l'autore, successivamente, intitolò "Là-haut" (Lassù) un abbozzo di romanzo che avrebbe dovuto fare da pendant all'Abisso e che in realtà è una prima stesura di "En route".

Oltre alle fonti bibliografiche, Huysmans consultò l'ex abate Joseph-Antoine Boullan, esperto di pratiche sataniche. Per quanto riguarda il personaggio femminile di Hyacinthe, sembra ricalcata su Berthe Carrière, amica di letterati e artisti e cultrice del satanismo.
Il fatto che il tramite più diretto tra il protagonista e le forze diaboliche sia una donna, illustra una vena misogina; non solo non esistono coppie felici nei suoi romanzi, ma l'amore è assente e il sesso si riduce a un'ossessione quasi nauseante (Nota di Lunaria: nella scena della messa nera, l'Autore descrive delle donne orripilanti, con "i ventri meteoritici" e strabiche)

All'indomani della pubblicazione di "A rebours", un altro scrittore cattolico, Barbey d'Aurévilly, sosteneva che ad Huysmans non restava che spararsi o tornare alla fede. Scelse la seconda  possibilità, ma per gradi, cominciando dal basso.

Qualche stralcio dell'opera:

Spense la lampadina. Al buio, la sua tristezza aumentò.
Con la morte nel cuore si disse: "Avevo proprio ragione di scrivere che le uniche donne gradevoli sono quelle che non si hanno!"
Scoprire, due o tre anni dopo, quando una donna sia ormai inaccessibile, onesta e sposata, lontana da Parigi, lontana dalla Francia, forse morta, scoprire che ti amava, quando non avresti osato neanche pensarlo, lei presente!...
Che sogno! Soltanto gli amori veri e intangibili, gli amori fatti di lontane malinconie e di rimpianti, sono magnifici! Senza complicazioni carnali, senza che vi si mischi il lievito dell'immondizia!!
Amarsi da lontano e senza speranza, non appartenersi mai, sognare castamente pallide vicinanze, baci impossibili,carezze spente su fronti dimenticate di donne morte... Languori stupendi e senza ritorno... Tutto il resto è ignobile o vuoto di senso. Dio mio, bisogna proprio che la vita sia una ben triste cosa perché questa sia la sola felicità superiore, la sola gioia pura che il cielo concede alle anime incredule, spaventate dall'abiezione dell'esistenza!

"Credevi forse di incontrare dei santi, qui?", gli rispose, facendo spallucce e aprendo una porta. Erano in una cappella dal basso soffitto sorretto da travi incatramate, con le finestre nascoste da enormi tendaggi e i muri scrostati e stinti. Durtal si tirò indietro. L'aria era surriscaldata. C'era un orribile tanfo di umidità, di muffa, di stufa nuova, esasperato da un sentore acre di alcali, di resine e di erbe bruciate, che lo prese alla gola (...) Un po' mortificato di essere lasciato così in disparte, Durtal notò che tra gli intervenuti erano più numerose le donne, e pochi gli uomini.
(...) Un chierichetto vestito di rosso andò verso il fondo della cappella e accese una fila di ceri. Allora apparve l'altare, un normale altare di chiesa, sormontato da un tabernacolo, in cima al quale s'innalzava una figura del Cristo modificata in maniera infame. Gli avevano rialzato il capo, allungato il collo, e rughe dipinte sulle guance facevano del volto doloroso un ceffo torto in una risata oscena. Era nudo e, al posto del panno che abitualmente gli cinge i fianchi, sorgeva da un batuffolo di crine un fallo in erezione. (...)
"Sto... sto soffocando. L'odore di tutte queste porcherie mi fa star male."
"Ti ci abituerai in pochi minuti."
"Ma che cosa bruciano, che puzza in questo modo?"
"Ruta, foglie di giusquiamo e di datura, solanee secche e mirto. Sono i profumi che piacciono a Satana, nostro signore!", e lo disse con quella voce gutturale, diversa, che aveva talvolta a letto.
Egli la guardò. Era pallida, aveva la bocca serrata e le ciglia le battevano rapide sugli occhi piovosi.
"Eccolo", mormorò improvvisamente, mentre le donne si affrettavano ad inginocchiarsi.
Preceduto dai due chierichetti, con un berretto scarlatto dal quale spuntavano due corna di bisonte di stoffa rossa, entrò il canonico. Durtal lo studiò, mentre saliva all'altare (...) S'inchinò solennamente davanti all'altare, salì i gradini e cominciò a dir messa. Durtal si accorse che sotto i paramenti era nudo (...) Il prete scese gli scalini all'indietro, si inginocchiò sull'ultimo e con voce acuta e trepidante gridò: "Signore degli Scandali, Dispensatore dei benefici del delitto, Intendente ai peccati sontuosi e ai grandi vizi, Satana, te noi adoriamo, Dio logico, Dio giusto! Legato ammirevole delle false angosce, tu salvi l'onore delle famiglie con l'aborto di ventri fecondati nell'oblio delle buone crisi..."
Poi Docre si rialzò e, in piedi, con voce chiara, piena di odio, col braccio teso, urlò:
"E te, te che nella mia qualità di prete io posso obbligare, che tu lo voglia o no, a venire in quest'ostia, a incarnarti in questo pane, Gesù, artigiano delle soperchierie, Ladrone di omaggi, Ladro di affetti, ascolta! Dal giorno che uscisti dalle viscere di una vergine, tu hai mancato ai tuoi impegni, hai mentito alle promesse. Secoli e secoli hanno singhiozzato aspettandoti, Dio in fuga, Dio muto! Tu dovevi redimere gli uomini e non ci sei riuscito, tu dovevi apparire nella gloria e invece ti addormenti..."   




E qui, la bella immagine d'epoca del Palladio ;) che ho ingrandito ^_^ per farvi godere di tutti i particolari...