SATVRNIA TELLVS (Black Metal Sperimentale/Folk)





1) Ciao e benvenuto! Per prima cosa, presentati ai nostri lettori!

Ciao Lunaria, innanzitutto volevo ringraziarti per il tuo interessamento a S.T. e lo spazio concessomi.
SATVRNIA TELLVS è un progetto nato nel 2009 con l'intento di proporre un tipo di Black Metal non troppo legato alle radici ortodosse dello stesso, sperimentando il più possibile (al massimo delle mie capacità, s'intende). Anche a livello di testi S.T. prende una piega piuttosto eterogenea rispetto al panorama generale.
Il progetto è partito come one-man band e continuerà su questi binari, dal momento che è intimamente connesso con me stesso, ed è quindi l'espressione di una mia crescita e mutamento interiore, cosa che in un gruppo al completo non potrebbe accadere, a mio avviso.


2) Iniziamo dalla più classica delle domande. Satvrnia Tellvs. Come va interpretato e cosa significa il tuo monicker? Saturno è da sempre associato al nero, al negativo, al funebre... Spesso all'autodistruttività e al suicidio. è associato anche al piombo.

Sì esatto, Saturno però ha al contempo un aspetto estremamente positivo, in quanto protettore dell'Età dell'Oro, l'età di massimo splendore e grandezza, anche spirituale. Quindi il nome SATVRNIA TELLVS è da interpretare, almeno all'interno del mio progetto, come un'esaltazione e lode di quel ciclo, che tra tutti i Kalpa è il migliore. Dunque se da un lato Saturno è l'aspetto negativo, che potremmo oggi paragonare al Kali-Yuga attuale, dall'altro egli è anche il signore dell'Età aurea, e quindi si tratta di una critica alla dissoluzione spirituale del mondo moderno ed al contempo un risveglio della coscienza sovra-umana verso la potenza olimpica e solare.


3) Se non sbaglio hai all'attivo due cd: vorrei che tu facessi una sorta di paragone, evidenziando analogie e differenze tra i tuoi due album, che possono essere visti come le tue "carte d'identità artistiche". Come senti di esserti evoluto dall'uno all'altro, anche dal punto di vista concettuale?

ELYSIVM è stato un trampolino di lancio. Essendo il primo album del progetto si tratta di un prodotto non maturo, con debolezze soprattutto musicali. Esso era più orientato su uno stile alla Summoning e L'Ordre du Temple, molto semplice e con poche soluzioni ad effetto, ad eccezione di qualche brano, come nel caso di Parnaso, bonus track del lavoro. Con De Constantia Sapientis invece le cose sono iniziate a cambiare. Ho trovato la mia giusta via, verso la quale ho diretto la mia attenzione e le mie forze, abbandonando uno stile più "epico" e concentrandomi su uno più riflessivo. Mi sono focalizzato di più sulla parte chitarristica, cercando di offrire riffs con svariate soluzioni, a tratti più "progressive" e a tratti più tradizionali, con un utilizzo della tastiera indubbiamente minore ma credo più efficace e maturo.
Concettualmente i due album, pur prendendo strade e tematiche diverse, presentano aspetti comuni: il primo utilizza un simbolismo naturale ed un'allegoria del viaggio (ambedue in maniera molto elementare) per indicare un accrescimento interiore, un "viaggio verso la conoscenza" la cui meta è rappresentata proprio dall'ELYSIVM, il paradiso dove giungono i favoriti degli dèi.  In De Costantia Sapientis invece vengono trattati temi riguardanti i dialoghi morali di Seneca, nei quali si cerca di scavare in profondità i veri nemici dell'uomo, che non si trovano all'esterno, ma appunto in sé stessi, e queste sono le passioni negative. Si cerca di smascherarle pian piano, di mostrare i vizi dell'animo umano e cercare di far emergere le virtù, le quali devono avere un ruolo principale nella vita quotidiana. Si tratta di una presa di coscienza di Sé. Si mira a raggiungere la saggezza attraverso la quale abbattere quindi le debolezze e le frivolezze umane. Gli aspetti comuni quindi sono questi: il continuo evolversi interiore; il miglioramento di sé stessi; andare in profondità nelle cose; alimentare continuamente il proprio Spirito; pratiche attraverso le quali riconnettersi con il principio superiore, con l'Unità spirituale, con il proprio Centro.
Un'ultima differenza, questa volta in ambito musicale, è data anche dalla qualità delle registrazioni dei due album. Ambedue sono stati registrati in casa, non in studio. ELYSIVM ha una qualità bassa e rudimentale, che lo valorizza poco, ciò dovuto soprattutto per una mia scarsissima conoscenza all'epoca dell'utilizzo di programmi di registrazione. In seguito ho appreso delle cose in più nell'utilizzo di questi programmi, riuscendo a registrare in una qualità nettamente superiore il secondo album, anche se resta in ogni caso una registrazione non professionale, il cui risultato però mi è molto piaciuto.

4) Per dare un'idea del tuo sound, ai nostri lettori, ti accosterei ai Necromantia, sempre "dimenticati", eppure davvero un'ottima band, che aveva comunque un approccio personale al Black (per intenderci: non suonavano come i cloni dei Mayhem/Darkthrone). Direi che anche qualcosa preso dai primi Satyricon o i Thy Serpent di "Christcrusher" (altra band valissima, e chissà perchè, "dimenticata") potrebbe dare un'idea; Hai molti spunti quasi avantgarde (l'intro di "De Constantia Sapientis", "De Otio" e soprattutto "Consolatio ad Marciam") e classici (vedi la chiusura di "De Providentia", per esempio); in alcune delle parti più riflessive e intimiste ti avvicini quasi a delle atmosfere My Dying Bride/primi Anathema. Se ti definissi "Black Metal sperimentale", cosa ne penseresti? Quanto ritieni sia importante sfoderare una personalità ben precisa e riconoscibile, in un genere come il Black, che spesso è affossato in una palude di "miliardesimi cloni dei cloni dei Darkthrone/Dark Funeral"?

Ne sarei molto felice e lusingato! Il mio intento è appunto quello di sperimentare, di offrire una mia visione personale di questo genere. Tento sempre di migliorarmi, trovare soluzioni e spunti differenti. Inoltre apprezzo maggiormente band con una propria personalità (come i citati Necromantia, JANVS, Tronus Abyss, Deathspell Omega, Aborym... giusto per fare qualche nome) piuttosto che le solite scopiazzature da quattro soldi che si vedono tanto in giro. L'importante è appunto avere una personalità riconoscibile, a mio avviso, perché solo così si comprende la qualità di una band e la si può valorizzare. Certo scopiazzare Darkthrone ed similia è semplice ed efficace per chi vuole avere successo e visibilità, ma credo mostri una carenza molto profonda, inoltre così facendo ci si perde nei meandri delle già migliaia di band che usano quel tipo di sound.


5) Ogni tua canzone ha un titolo in Latino. In effetti, hai dedicato il tuo concept a Seneca. Altra cosa che ti fa "spiccare", e parecchio, in una scena spesso ferma a risibili testi adolescenziali pseudo-horror. Puoi parlarcene nello specifico? Hai per caso in mente di trattare altri Autori Latini o Greci, nei tuoi prossimi dischi? Pensi anche di cantare interamente in queste due lingue? In "De Vita Beata" e "De Otio", oltre al classico "screaming" hai scelto di usare anche un tono di voce più solenne e recitato, quasi epico. Trovo sia molto d'effetto.

I titoli delle tracce sono ripresi interamente dai titoli dei dialoghi di Seneca a cui mi sono ispirato. Ogni traccia è propriamente una rappresentazione di uno di quei dialoghi, e ho preferito tenere la forma latina originale, almeno nei titoli, dal momento che credo rendano meglio l'idea. Per me il testo ha una valenza fondamentale in quanto espressione di sé, cosa che però non è tanto comune, purtroppo direi, nell'ambito metal. Spesso si scrivono testi giusto per non "urlare a caso", a quel punto però preferisco i progetti totalmente strumentali.
Per il prossimo album qualche idea c'è. Lavoro molto a questo progetto e qualche concetto di base è già stato tirato giù, prendendo qualche testo come punto di riferimento, ma è ancora troppo presto per poter svelare qualcosa. Posso però dire che sicuramente non riguarderà altri autori latini e greci, ma sarà qualcosa di più "lontano" nello spazio e nel tempo.
Per quanto riguarda la voce, mi piace variare anche lì. In alcuni pezzi è stato d'obbligo narrare più che cantare (in De Otio, per l'appunto o nella parte atmosferica di De Providentia), ed il risultato mi ha subito colpito. E' un modo ulteriore per evocare determinati stati, quasi come se la voce pulita fosse la voce della profondità dell'essere. Sicuramente questa contrapposizione scream/pulito continuerà anche nei prossimi lavori.


6) Anche l'artwork che hai scelto è "inconsueto" da vedere nella scena Black: vediamo questa sorta di anfratto marino... una scogliera dai toni blu e freddi. La prima sensazione che trasmette, è quella della "primordialità", forse persino il panteismo, in una sorta di comunione estatica con l'ambiente naturale. Per quanto riguarda invece "Elysium" hai scelto una meravigliosa distesa di grano baciato dal sole nascente (tutto l'artwork trasmette quasi il calore solare). è davvero una copertina che potrebbe "shoccare" l'ascoltatore medio Black Metal, abituato a vedere sempre e solo cover artwork in bianco e nero a base di cristi sbudellati, croci al contrario e pentagrammi...  è molto bello anche il logo, che compare in "Elysium" (mentre in "De Constantia Sapientis" lo hai modificato): accanto al nome, un'aquila in volo e un serpente.

L'artwork mi piace curarlo personalmente. Ogni pagina scelta è valutata con cura, dal momento che mi piace far combaciare un'immagine visiva al testo, in modo da offrire un contatto "diretto" col tutto. In ELYSIVM volevo appunto dare una rappresentazione ideale dei Campi Elisei, un luogo di eterna pace dove la luce solare potesse simboleggiare un'illuminazione profonda, un calore interiore che porti serenità. L'utilizzo del simbolismo per me è molto importante, è un linguaggio assolutamente superiore e capace di esprimere ciò che è inesprimibile con la ragione. Nella copertina di De Constantia Sapientis stesso vi è tutto un simbolismo: l'immutabilità dello Spirito saldo, dell'uomo che raggiunge sé stesso, che non trema e non cede davanti alle avversità della vita materiale, delle preoccupazioni terrene, ma che immobile ed imperturbabile resta sempre in piedi, come la montagna non cede contro l'incalzare degli eventi atmosferici e dei secoli. Il logo attuale, come hai indicato te, è molto diverso rispetto a quello del periodo di ELYSIVM. Qui utilizzai l'aquila ed il serpente perché volevo offrire ulteriori simboli: in Nietzsche l'aquila è il simbolo dell'orgoglio, e stando in alto è anche il simbolo delle potenze superiori; il serpente invece è il simbolo della saggezza, dell'eterno ritorno, in contrapposizione alla visione negativa cristiana che si ha del serpente stesso. In seguito modificai il logo perché ho preferito qualcosa di più semplice visivamente ma più efficace. Scelsi quindi di abbandonare il simbolismo dei due animali, e al loro posto ho inserito un altro simbolo, presente in moltissime tradizioni antiche, che è la ruota a sei raggi, dove tutte le tendenze contrarie si armonizzano, trovando fra loro l'equilibrio. Il centro della ruota è il "Centro del Mondo", il "Polo" spirituale, l'immagine del Principio che resta immobile di fronte al continuo movimento della manifestazione, rappresentato qui dalla circonferenza; movimento che rappresenta il mutamento al quale tutte le cose manifestate sono sottoposte. I raggi invece rappresentano una connessione tra il Principio e la manifestazione, consentendo dunque di passare da uno all'altro come un "ponte" che unisce Cielo e Terra. Si tratta di un ritorno all'Unità.


7) Ho molto apprezzato la tua scelta di cantare in italiano. Prima di te, ad aver scelto di cantare in italiano, nel giro Black, mi vengono in mente solo i Nefarium (nel primo demo tape '99), gli Aborym in "Roma Divina Urbs" e i primi Suspirium (possiamo aggiungere anche gli Inchiuvatu, anche se nel loro caso, è il solo dialetto). Poche band di casa nostra (persino quelle mainstream e/o famose all'estero, che potrebbero "permetterselo" come vezzo) usano l'italiano. C'è una sorta di vergogna nell'esprimersi in italiano, mentre invece la scelta di cantare nella propria lingua madre (mi vengono in mente anche band come i Laibach, che hanno fatto della loro lingua madre uno dei loro punti di forza, tanto che il loro debut album "cantato in inglese" avrebbe fatto tutt'altra impressione...) è un segno di originalità, personalità, "voglia di osare". Perchè così pochi da noi hanno davvero voglia di esprimere se stessi in italiano? Eppure, tante band tedesche (o norvegesi svedesi e finlandesi) non si fanno questa "menata", e anzi, abbiamo splendidi esempi al riguardo, sia nella scena Black che in quella Neo-Folk e persino Gothic. Anche nell'America del Sud, spesso le band cantano in spagnolo; i Lacrimosa non ce li si immagina di certo a cantare in Inglese, così come i Faun e altre band Neo Folk usano il Tedesco (spesso persino medioevale). Ci sono persino band che cantano in Turco (Art Diktator) e ebraico (Almana Shchora)... e il risultato almeno dal punto di vista di "novità" alle orecchie dell'ascoltatore, è assicurato.
In effetti, anche nella tua musica si percepisce un'aura Folk: la chiusa di "De Vita Beata", per esempio. Forse è proprio il genere Folk a legarsi maggiormente con la scelta di cantare nella propria madrelingua?

Hai colto pienamente il senso. Il folk è la musica più vicina tradizionalmente alla propria cultura, e ciò nel mio progetto emerge proprio nell'utilizzo della lingua italiana. Cantare nella propria lingua madre lo trovo un modo per esprimere meglio i concetti. Se li si canta in una lingua diversa dalla propria probabilmente essi verranno snaturalizzati, perdendo così la loro poeticità e il proprio valore intrinseco. Inoltre amo la mia lingua e mi piace utilizzarla, non mi troverei a mio agio a cantare in una lingua che non mi appartiene e non potrei ben enfatizzare i miei testi.
In Italia si canta in inglese perché abbiamo una cultura esterofila, improntata sul fatto di non avere apprezzamento per la propria cultura (vedi per esempio quelle band italiane che esaltano i miti scandinavi ecc..) e la volontà di voler emergere nel proprio paese. Il problema però è dovuto anche al paese, dove se non sei già qualcuno scarsamente avrai una buona visibilità in patria. Spesso purtroppo è proprio dall'estero che iniziano ad emergere delle band di livello, in Italia prendono piede molto tardi, ammesso che riescano a prendere piede. Non c'è un vero supporto all'underground italiano da parte delle band e degli ascoltatori italiani stessi, e quindi si alimenta questa esterofilia.


8) Hai in mente di esibirti? Hai già suonato?

No, probabilmente il progetto resterà sempre una studio band, per mia volontà. Non credo che la mia musica sia adatta ad un'esibizione live, ritengo sia più una musica di riflessione, e quindi la svaluterei portandola in un contesto dove ciò che interessa è bere e fare headbanging. Non ne sarebbe colto il senso.


9) Pensi di realizzare un video ufficiale, al riguardo? L'Italia ha ancora, per fortuna, zone quasi incontaminate. Proprio stasera, guardavo un documentario sulla Sardegna: ci sono ancora luoghi dove il tempo "è fermo" al paleolitico e per fortuna non sono ancora state devastate dalla smania consumistica della cementificazione. Pensi di realizzare qualcosa del genere, magari le riprese di qualche rovina o vestigia del passato?

Capiti proprio a fagiolo. Oltre a SATVRNIA TELLVS posseggo un altro progetto, che a breve vedrà la pubblicazione del primo album. Io e l'altro membro a questo proposito stiamo lavorando a qualcosa del genere e già alcune parti sono pronte. Per quanto riguarda S.T. non lo so ancora, per il momento non ci ho pensato. Vedremo in futuro.


10) Un tuo parere sulla scena Black Metal, del passato e presente. Cosa ti piace ascoltare?

Come detto sopra a me piace ascoltare un tipo di musica personale, che nasce da dentro, senza emulazioni. Oltre alle già citate band ce ne sono tante altre di cui ho stima, in particolare degli Spite Extreme Wing che a mio avviso è stata la più grande black metal band italiana. Della scena italiana ho un'ottima impressione, ci sono veramente buonissimi gruppi, come gli In Tormentata Quiete e i Movimento d'Avanguardia Ermetico e così via. Band di tutto rispetto con personalità e voglia di sperimentare. Apprezzo molto la scena francese, che ultimamente sforna album di alto livello, come i Blut aus Nord o i già citati Deathspell Omega. Insomma ritengo ci siano moltissime band di qualità, ma anche un'infinita lista di band inutili, tutte uguali una all'altra, che sfornano album identici fra loro.


11) Concludi a tuo piacimento la nostra intervista!

Ti ringrazio di cuore per questa intervista. Invito chi volesse seguire il mio progetto ad andare sulla pagina facebook di SATVRNIA TELLVS : https://www.facebook.com/pages/Saturnia-Tellus/239196789579174?ref=hl e su Bandcamp, dove è possibile ascoltare e scaricare gratuitamente ELYSIVM e De Constantia Sapientis: https://saturniatellus.bandcamp.com/album/de-constantia-sapientis