Collegio Lunare (Post Rock/Screamo/Alternative Rock)





1) Ciao Ragazzi! Per prima cosa presentatevi ai nostri lettori!

Ciao Lunaria! Innanzitutto grazie per l'opportunità e l'interessamento.
Il Collegio Lunare nasce nel 2012, con l'intento di dare libera espressione a immagini e stati d'animo che da lungo tempo chiedevano di realizzarsi in una forma concreta. Il proprio mondo interiore, se opportunamente indagato, essendo qualcosa di multiforme e in continua trasformazione, così è e sarà la nostra musica: mai fissa su degli schemi, un continuo solve et coagula di elementi diversi e contrastanti.


2) Avete un monicker particolare: Collegio Lunare.
Il collegio è sempre sinonimo di severità, "inquadramento", persino di gabbia... da piccola ricordo che i miei mi facevano paura dicendomi che se non avessi fatto la brava, mi avrebbero "messo in collegio"!
Siamo abituati a pensare al collegio un po' come lo si vede nei cartoni, tipo "Heidi", con la signorina Rottermeier...
Cos'è un Collegio Lunare? Un istituto dove si insegna a sognare, accettando la parte onirica, magari al femminile, che è proprio connessa alla Luna (e alle Dee Lunari)? Mi piace anche come avete reso il logo! Stilizzato e semplice, ma d'effetto!

Antonio: Apprezzo tantissimo la tua interpretazione, molto vicina all'idea che l'ha generato. Componiamo sempre partendo da immagini e atmosfere, di cui la musica è una naturale conseguenza e, per quanto riguarda il monicker, volevo proprio veicolare un'immagine forte. Qualcosa di molto particolare che stimolasse la fantasia. E' arrivato spontaneamente, senza rifletterci, ma non "per caso". Il "collegio", come dici tu, può essere quello spazio interiore in cui l'immaginazione è "imbrigliata", educata con disciplina e poi lasciata libera di esprimersi. Il nesso tra Luna, mondo onirico e l'aspetto femminile non è affatto peregrino: se leggi i nostri testi, noterai che la figura femminile è spesso richiamata e cercata. Il tutto è influenzato anche da letture e studi compiuti negli anni, a tema esoterico-spirituale. Di là da ogni spiegazione, le immagini non necessitano di parole per sortire il loro effetto.

Gianluca: In effetti il logo volevo trasmettesse proprio l'idea di semplicità "spontanea" che devono dare i nostri pezzi, che pur essendo molto complessi e ben strutturati hanno radici molto "sentimentali". Il tutto rispecchia comunque la mia propensione ad uno stile grafico essenziale ma al tempo stesso ricercato, infatti per i miei artwork relativi ai Collegio Lunare mi ispiro allo stile del fumetto underground, ad autori come Robert Crumb e Art Spiegelman, anche se sono ben lontano dalla perfezione raggiunta da questi ultimi. Non escludiamo comunque nei prossimi lavori di rivisitare il nostro stile, che non solo sarà possibile vedere in evoluzione, ma completamente cambiato in base a quella che sarà la nostra musica.


3) So che vi siete formati nel 2012... potete riepilogarci il vostro curriculum vitae, come artisti e membri fondatori della band?

Francesco: La band si è formata come dicevi tu, nel Giugno 2012, per opera mia. Era un progetto cui pensavo da anni, tuttavia non ero mai riuscito a trovare le persone adatte, complice anche una distesa di ragazzi che si limitano a suonare roba trita e ritrita, lontana da quelli che erano i miei obiettivi musicali. Ho trascorso momenti in cui non riuscivo più a credere di poter trovare le persone giuste, sembrava una sorta di love story finita male che invece, nonostante alcuni problemi di percorso, credo ci stia regalando buone soddisfazioni.

Gianluca: Io ho avuto un pò di esperienze con gruppi che in effetti sono rimasti in ambito amatoriale, e solo con un gruppo (Hotel Star, nome preso da un ostello slovacco) ho suonato un paio di date live. Per il resto i progetti più proficui alla quale ho collaborato sono gli Scratchyard (con Francesco Nasti, ex cantante/chitarrista dei Collegio) e con i Collegio Lunare appunto, sin dalla prima formazione.

Antonio: I Collegio sono la mia prima vera e propria esperienza di gruppo. In precedenza ho composto, per lungo tempo, da solo aiutandomi con i software per scrivere gli arrangiamenti dei vari strumenti e aprendo un canale soundcloud per tastare il terreno.
Insomma, dopo l'assestamento della formazione, abbiamo rifinito i primi brani e registrato la demo. Dopodiché abbiamo continuato la composizione, intervellata da qualche data live, fino alla registrazione e pubblicazione dell'EP. In concomitanza con questa release, il cantante ha lasciato la band per motivi personali. Ragion per cui siamo ora alla ricerca di nuovi membri. Nel frattempo continua la composizione di nuovi brani per quello che sarà il prossimo lavoro.


4) Per dare un'idea del vostro genere ai lettori, per quello che ho avuto modo di sentire di voi ("Carioca" e "Proust") vi definirei dei Placebo (quelli del primissimo periodo, "Placebo" e "Without You I'm Nothing", soprattutto) più progressivi e strutturali.
Voi vi definite post rock e screamo. Potete definire meglio il vostro sound? Io confesso la mia totale ignoranza sulla scena screamo... gli unici due nomi che forse mi vengono in mente e che ho ascoltato a grandi linee, nella scena metalcore/post metalcore sono Bring Me The Horizon e gli italiani PTSD... Voi in effetti utilizzate anche lo scream, in alternanza con le clean vocals... Più in generale, giusto per dare un'idea ai nostri lettori, potete citare le vostre fonti d'ispirazione?

Francesco: Siamo dei ragazzi davvero molto versatili sul lato musicale e ci riesce naturale scovare nuovi gruppi e nuove sonorità, credo che questo sia un buon punto di forza necessario al nostro obiettivo, che è quello di creare un sound il più personale possibile. Molti non immaginano quanta creatività possa venir fuori dal non imporsi barriere, non soltanto musicali. In verità i Placebo non li ho mai considerati tra le nostre principali influenze, il loro unico album che ascolto con continuità è proprio il primo ed ora che ci penso qualcosina di quel disco c'è. Quando le persone ci chiedono cosa suoniamo andiamo sempre in difficoltà, perché credo che pur avendo molte influenze, tante etichette che rispettano le stesse non sono del tutto esatte con quello che proponiamo, quindi finiamo per dare delle indicazioni "generiche". Tra le influenze principali della scena Rock e dintorni metterei The Beatles, Sonic Youth, Slowdive, Pink Floyd, Slint, The Smiths, Motorpsycho, King Crimson, Faith No More, My Bloody Valentine, The Jesus and Mary Chain, The Velvet Underground, ma ci ispirano e ci influenzano anche artisti che apparentemente, nella nostra musica non riesci a cogliere. E' il caso di John Lennon, Robert Fripp, Paul McCartney, Johnny Marr, David Bowie o addirittura gruppi come i Meshuggah, i Periphery, i Black Sabbath, i Death e gli Slipknot (Cui sarò sempre grato, essendo stato il gruppo che molti anni fa mi ha fatto capire di voler suonare).
Particolare ruolo nelle influenze che tengo a citare lo regalano anche i Verdena, un gruppo che stimiamo tantissimo musicalmente, perché in Italia hanno portato una piccola grande rivoluzione con i loro ultimi lavori, sia a livello umano. Livello, quest'ultimo, che spesso gioca un ruolo pari a quello
musicale, anche se a volte non tutti gli esempi sono positivi...vedi un Charles Manson.


5) Avete appena fatto uscire il primo Ep "Tropical": potete parlarci della genesi relativa a questo lavoro? Già il titolo è un po' "curioso". Perchè "Tropical"? è un concept? Una vostra canzone si intitola "Proust". Perchè avete scelto questo autore?

Antonio: La composizione di Tropical è cominciata subito dopo le registrazioni della demo. L'idea iniziale era di fare un album vero e proprio ma, per motivi economici e pratici, abbiamo optato per il formato EP. Alcuni brani sono nati e cresciuti in sala prove, altri sono stati composti in solitaria sede, rispolverati e rifiniti assieme; "Robert Burton", ad esempio, è un brano che scrissi, in buona parte, nel 2008.
Non si tratta di un concept vero e proprio, ma dei temi e sensazioni percorrono tutti e cinque i brani: la figura femminile, l'abbandono, il mare, il passato e una certa nostalgia di esso. Perchè "Tropical"? Come per il monicker, il titolo è arrivato da sé e, a conti fatti, si sposa perfettamente con quanto sopra: un uomo su un'isoletta, abbandonato a sé stesso.
Il nome del brano è "Heartbreaking Proust", ed è stato scritto dal nostro, ormai ex, cantante. Posso dirti che il pezzo è stato ispirato dalla lettura della sua opera più famosa "Alla ricerca del tempo perduto" e dal meccanismo della memoria involontaria che, in questo caso, riconduce ad un passato amore non corrisposto.


6) Avete già avuto modo di suonare live? Pensate di realizzare qualche video?

Fino ad ora abbiamo suonato, in tutto, quattro volte. Qui a Napoli la situazione live non è proprio idilliaca, specialmente se non si appartiene a qualche "scena" o "famiglia", in altri casi si rischia di essere vittime di organizzatori un po' "maldestri". Dopo mesi, abbiamo un'altra data in arrivo il 22 Marzo, allo Spazio ME-ti (www.facebook.com/pages/Spazio-Me-Ti) in compagnia dei nostri amici Hana-Bi (www.facebook.com/hanabi.rockband), freschi di una demo appena uscita che vi consigliamo di ascoltare.
Ci piacerebbe realizzare un video per uno dei brani del prossimo lavoro (già in fase avanzata di scrittura). Ci stiamo già pensando, ma tutto dipenderà dai mezzi a disposizione.


7) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!

Grazie davvero per l'opportunità concessaci!
Per chi è interessato ad ascoltarci:
http://collegiolunare.bandcamp.com/
www.facebook.com/CollegioLunareOfficial

billybisley.deviantart.com (per gli artwork)
e un grazie a Richard McSundy per le foto
www.facebook.com/richard.mcsundy